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Nuove norme sugli assegni

Finanziaria 2005

La nuova normativa sulle locazioni in vigore dal 2005. Come rimediare se non si è registrato il contratto di affitto. I pagamenti tardivi. La denuncia all'autorità di pubblica sicurezza. Come regolarizzare il contratto di affitto. La nuova comunicazione dei dati dell'inquilino.

NUOVE NORME SUGLI ASSEGNI

Abbiamo scherzato: ci piace decretare!

Assegni e contanti, si cambia di nuovo. Da mercoledì scorso, i pagamenti cash o con titoli trasferibili sono ammessi per somme sotto i 12.500 euro, anziché 5mila.

E chi gira un assegno "libero" non deve più inserire il proprio codice fiscale nella girata. Dopo meno di due mesi, sono così caduti alcuni dei vincoli alla circolazione dei mezzi di pagamento fissati dal decreto legislativo 231/07 sull'antiriciclaggio: operativi dal 30 aprile scorso, sono stati ora ritoccati dal decreto legge 112/08 (la "manovra d'estate"), in vigore da mercoledì 25 giugno. Un rapido turn over quindi.

Tanto veloce che il ministero dell'Economia ha assicurato che saranno cancellati i procedimenti sanzionatori aperti contro chi ha violato, nelle scorse settimane, le norme ora cadute.

Le misure introdotte d'urgenza dal Governo Berlusconi hanno fatto fare un passo indietro ai pagamenti: che tornano, per alcuni aspetti, a essere disciplinati dalla precedente normativa dettata per contrastare il riciclaggio, l'evasione fiscale e le truffe sui titoli di credito.

Il decreto 112 ha infatti riportato a 12.500 euro la soglia per il trasferimento dei contanti, per gli assegni bancari, postali e circolari trasferibili e per il saldo dei libretti di deposito bancari e postali al portatore: si tratta del tetto valido fino al 29 aprile e che, dal 30 aprile, era stato abbassato sotto i 5mila euro.

Così, da mercoledì scorso si possono di nuovo emettere assegni bancari, postali e circolari trasferibili, se di importo unitario inferiore a 12.500 euro; mentre gli assegni da 12.500 euro in su restano «non trasferibili» e possono essere incassati dal solo e unico beneficiario, direttamente o a mezzo banca. Anche il saldo dei libretti al portatore può tornare sotto i 12.500 euro, mentre resta libero il saldo dei certificati di deposito al portatore.

Si tratta di limiti che possono comunque essere modificati dal ministero dell'Economia con decreto. Cade, inoltre, l'obbligo, imposto al girante, a pena di nullità, di inserire il proprio codice fiscale nella girata degli assegni trasferibili: nei fatti, impossibile da verificare per le banche.

La manovra d'estate lascia invece intatto l'impianto di base del sistema tenuto a battesimo dal decreto antiriciclaggio. Banche e poste continueranno a consegnare, di regola, assegni «non trasferibili» ai clienti; che, per ottenere i titoli "liberi" dovranno fare una richiesta scritta e pagare il bollo di 1,5 euro per ogni modulo.

Confermati anche i limiti più restrittivi destinati al circuito dei Money transfer: possono veicolare solo somme sotto i 2mila euro o, se chi ordina l'operazione ne prova la congruità rispetto alle sue condizioni economiche, sotto i 5mila euro.

Il Governo, nell'innalzare la soglia per i pagamenti in contanti e con assegni "liberi", non ha però adottato il limite europeo di 15mila euro, anche se questo poteva tradursi in una semplificazione: per i pagamenti da 15mila euro in su scattano infatti l'obbligo per gli intermediari di registrare le operazioni e gli obblighi di adeguata verifica di chi compie operazioni occasionali che comportano movimenti di mezzi di pagamento, quando le banche agiscono da tramite nei trasferimenti di euro o valuta estera e per gli agenti in attività finanziaria.

È tuttavia probabile che la conferma dell'imposta di bollo di 1,5 euro e della facoltà di indagini fiscali sui soggetti che utilizzano assegni liberi farà sparire questi titoli dalla circolazione.

Dal sito del "Sole24ore"

Dal 25 giugno 2008 in vigore il decreto legge che abroga alcune delle norme entrate in vigore il 30 aprile 2008. Le nuove norme sugli assegni previste dal Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 all'articolo 49. sono già diventate "vecchie"

Di seguito il testo degli articoli dei decreti 112/08 e 231/07 con le nuove norme sugli assegni. Ritorna a 12.500 la somma massima trasferibile in denaro contante e vengono cancellati alcuni obblighi e limitazioni all'uso degli assegni.

Decreto Legislativo 25 giugno 2008 , n. 112

Art. 32.

Strumenti di pagamento

1. All'articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) ai commi 1, 5, 8, 12 e 13, le parole «euro 5.000» sono sostituite dalle seguenti: «euro 12.500»;

b) l'ultimo periodo del comma 10 e' abrogato.

2. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 66, comma 7 del citato decreto legislativo n. 231 del 2007.
(NdL) In italiano: "Il Ministro dell'economia e delle finanze può con proprio decreto modificare i limiti di importo stabiliti dall'articolo 49."
...(omissis)...

Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231

Titolo III MISURE ULTERIORI

Art. 49. Limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore

1. E' vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore dell'operazione, anche frazionata, e' complessivamente pari o superiore a 5.000 12.500 euro. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A.

2. Il trasferimento per contanti per il tramite dei soggetti di cui al comma 1 deve essere effettuato mediante disposizione accettata per iscritto dagli stessi, previa consegna ai medesimi della somma in contanti. A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell'accettazione, il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio.

3. La comunicazione da parte del debitore al creditore dell'accettazione di cui al comma 2 produce l'effetto di cui al primo comma dell'articolo 1277 del codice civile e, nei casi di mora del creditore, anche gli effetti del deposito previsti dall'articolo 1210 dello stesso codice.

4. I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera.

5. Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 5.000 12.500 euro devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

6. Gli assegni bancari e postali emessi all'ordine del traente possono essere girati unicamente per l'incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A.

7. Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

8. Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari di importo inferiore a 5.000 12.500 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità.

9. Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all'emittente.

10. Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera e' dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro. Ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.

11. I soggetti autorizzati a utilizzare le comunicazioni di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive modificazioni, possono chiedere alla banca o a Poste Italiane S.p.A. i dati identificativi e il codice fiscale dei soggetti ai quali siano stati rilasciati moduli di assegni bancari o postali in forma libera ovvero che abbiano richiesto assegni circolari o vaglia postali o cambiari in forma libera nonche' di coloro che li abbiano presentati all'incasso. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le modalità tecniche di trasmissione dei dati di cui al presente comma. La documentazione inerente i dati medesimi, costituisce prova documentale ai sensi dell'articolo 234 del codice di procedura penale.

12. Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 5.00012.500 euro.

13. I libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 12.500 euro, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono estinti dal portatore ovvero il loro saldo deve essere ridotto a una somma non eccedente il predetto importo entro il 30 giugno 2009. Le banche e Poste Italiane S.p.A. sono tenute a dare ampia diffusione e informazione a tale disposizione.

14. In caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cedente comunica, entro 30 giorni, alla banca o a Poste Italiane S.p.A, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento.

15. Le disposizioni di cui ai commi 1, 5 e 7 non si applicano ai trasferimenti in cui siano parte banche o Poste Italiane S.p.A., nonche' ai trasferimenti tra gli stessi effettuati in proprio o per il tramite di vettori specializzati di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c).

16. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai trasferimenti di certificati rappresentativi di quote in cui siano parte uno o più soggetti indicati all'articolo 11, comma 1, lettere a) e b), e dalla lettera d) alla lettera g).

17. Restano ferme le disposizioni relative ai pagamenti effettuati allo Stato o agli altri enti pubblici e alle erogazioni da questi comunque disposte verso altri soggetti. E' altresì fatta salva la possibilità di versamento prevista dall'articolo 494 del codice di procedura civile.

18. E' vietato il trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 2.000 euro, effettuato per il tramite degli esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell'incasso e trasferimento dei fondi, limitatamente alle operazioni per le quali si avvalgono di agenti in attività finanziaria, salvo quanto disposto dal comma 19. Il divieto non si applica nei confronti della moneta elettronica di cui all'articolo 25, comma 6, lettera d).

19. Il trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 2.000 euro e inferiori a 5.000 euro, effettuato per il tramite di esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell'incasso e trasferimento dei fondi, nonche' di agenti in attività finanziaria dei quali gli stessi esercenti si avvalgono, e' consentito solo se il soggetto che ordina l'operazione consegna all'intermediario copia di documentazione idonea ad attestare la congruità dell'operazione rispetto al profilo economico dello stesso ordinante.

20. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore il 30 aprile 2008.

Leggi tutto il testo del decreto



Decreto legislativo 231/07 - Controlli sugli assegni

Da "Il Sole 24 ORE":

Il limite per la libera trasferibilità di contante scende dagli attuali 12.500 a 5mila euro.

Gli assegni per le operazioni di taglio superiore ai 5.000 euro diventano obbligatoriamente non trasferibili.Gli istituti consegneranno moduli già dotati della dicitura «non trasferibile».

I titoli sotto i 5mila euro resteranno liberi, come gli attuali emessi per importi inferiori ai 12.500 euro, ma con alcune condizioni restrittive, che il legislatore italiano adotta in deroga (consentita) alla direttiva europea:

La girata è nulla se non contiene il codice fiscale del girante, o se è palesemente errato.

In caso di giranti persone giuridiche (rimanendo l'obbligo di firma accompagnata da eventuale timbro), il codice sarà quello della persona giuridica. Anche su moduli rilasciati prima del 30 aprile, e sui quali non si pagherà l'imposta di bollo, sarà obbligatorio indicare il codice dei giranti.

Quando si riceve un assegno sotto i 5mila euro omissioni o errori costano la nullità della girata e quindi il mancato incasso: una penalità che ricade sull'ultimo girante.

Si profila, dunque, una delega al cittadino sul controllo di regolarità delle girate (e dei codici fiscali). Il destinatario, infatti, dovrà premurarsi rispetto a un eventuale rifiuto della banca o dell'ufficio postale pagatore e pretendere la posizione di un codice "corretto" da parte del girante. Questo per evitare contestazioni da parte dell'intermediario, anche se il ministero richiede alla banca o alla posta di verificare "solo" la «regolarità formale del codice fiscale».

In caso di firma di girata illeggibile, ma di codice fiscale corretto, dovrebbe prevalere, interpretando il chiarimento ministeriale, quest'ultimo.

Sarà vietata la circolazione degli assegni «a me medesimo», oggi liberamente trasferibili. Resterà possibile l'utilizzo per l'incasso da parte del traente; per questi titoli niente obbligo di importo massimo né di codice fiscale (dato che la girata è una, quella per l'incasso). Se vi fossero girate, la banca o la posta dovrebbero comunicare l'infrazione al ministero, ma comunque pagare il titolo.

Libretti al portatore

Da ultimo, i libretti al portatore: diventando obbligatoria la comunicazione della loro cessione a prescindere dal saldo, per quelli emessi prima del 30 aprile, l'incasso potrà avvenire previa autocertificazione della provenienza da parte dei cessionari.

Altrimenti, sarà il cedente a dover comunicare al ministero, entro 30 giorni, i dati di colui al quale ha ceduto il libretto; l'alternativa è la sanzione pecuniaria in percentuale (fino al 40%) sul saldo del libretto.

(Da www.Ilsole24ore.com)

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